Non aprite quella porta!

Non aprite quella porta!

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Ogni casa ha la sua storia, unica e di valore e un futuro ancora da scrivere.
A volte però può succedere che nella fretta, tra un impegno di lavoro e un’uscita con gli amici, la stanchezza a fine giornata o la voglia di rilassarsi nel week-end..a volte può succedere, dicevo, che la casa si riempia senza essere scremata di quello che ora è di troppo. Come se diventasse un deposito che ad un certo punto della storia ci ingolfa senza farci progredire.
La casa è accoglienza, ristoro, è dove ricarichiamo le energie ed è giusto che torni ad essere così.
Per farlo è bene utilizzare un metodo pensato su misura per quella casa per rispettare l’unicità di chi la abita.

Questa storia (a lieto fine) è stata scritta in due tempi, la prima parte inizia in una cucina colorata dove c’erano più cose di quelle che servivano..

Come ad esempio i contenitori di plastica e quello che si nascondeva nel pensile nell’angolo..

La storia si è poi spostata in sala dove, come in cucina, i pensili avevano bisogno di essere alleggeriti..

…e infine ha trovato posto a tavola che ha finalmente smesso di essere un punto di appoggio ed è tornata ad essere libera!

Un anno dopo arriva la seconda parte.
S. mi chiama e con tono deciso mi dice “E’ arrivato il momento di sistemare quella stanza.”

Quella stanza è dove finiscono le cose che non trovano il loro posto in casa, la porta si chiude e il caos rimane dentro.
La prima volta in cui l’ho vista mi ha ricordato il ripostiglio di Monica in Friends , dove lei, nel ruolo della super ordinata, stipa lì dentro tutto ciò che non riesce a mettere a posto.

Ma S. è decisa più che mai a fare ordine e si parte!
Una volta svuotata completamente la stanza, l’abbiamo pulita e riorganizzata e ora è finalmente libera da tutto ciò che non ormai non serve più e quello che serve è organizzato con metodo.
Come ci siamo riuscite? Vedere per credere.. Guarda qua! 

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