La mia casa respira

La mia casa respira

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P. mi ha chiamata nel momento in cui la sua casa sembrava gridare aiuto.
“Non è più casa mia, non so dove girarmi e non ci dormo la notte” mi ha detto rassegnata al telefono.
Armata di entusiasmo, idee chiare e determinazione, sono andata a rimettere subito le cose a posto.

Partiamo dalla sala, il fulcro del caos che la tormenta. Ci ritroviamo a spostare mobili che sembrano più in cerca di un’identità che di una funzione: i suoi amati libri, prima stipati in una stanza in fondo al corridoio, ora sono finalmente esposti nella nuova libreria. Un sogno che si avvera!

P. ironizza: “Non sembra più casa mia. Forse dovrei trasferirmi altrove per mantenerla così ordinata!”. Ma nei suoi occhi brilla la soddisfazione per un risultato che sembrava irraggiungibile.

Ci spostiamo in camera di sua figlia con l’obiettivo di rendere il suo spazio più pratico e funzionale. Prima alleggeriamo la scrivania da tutto quello che gli è capitato sopra, sotto e tutto intorno..

..poi riorganizziamo il guardaroba, in modo che sua figlia possa vestirsi e organizzarsi in autonomia, senza dover rovistare in cerca di quello che le serve.
Il cambiamento è immediato: un passo importante verso un ordine che facilita la giornata.
Gli abiti più usati a portata di mano e quelli fuori stagione e per la crescita, riposti negli spazi alti. E quelli ormai piccoli? Donati consapevolmente verso una seconda vita, insieme a tanti giochi, ad amici, cugini e ai bambini della Casa Famiglia Papa Giovanni XXIII.

L’ultima tappa del nostro viaggio è la stanza da lettura. Cambio di assetto e organizzazione della nuova libreria a tutta parete. I libri, accuratamente scelti, ora sono valorizzati dal posto assegnato, creando un appagante impatto visivo.

Abbiamo affrontato il tema zainetti e sacchetti, immancabili a casa di P., dando a tutti il giusto posto e ora che lo spazio è libero perchè non creare un vero e proprio angolo lettura? Poltrona e piantana in dirittura di arrivo!

Alla fine della giornata, P. guarda estasiata la sua casa e mi chiede: “Arianna, vieni a vivere con me?”..

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