Ogni cosa ha il suo posto

Ogni cosa ha il suo posto

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Tutto è iniziato quando L. ha partecipato a uno dei miei salottini informativi sul tema della cucina.
Era curiosa e attenta e alla fine dell’incontro è venuta da me con una richiesta precisa:
“Ari, ho bisogno del tuo aiuto per mettere ordine nella mia cucina.. non so da dove cominciare!”.

Quando sono arrivata a casa sua, ho capito subito perché L. si sentisse così sopraffatta.
La cucina era la zona più piccola della casa ma anche quella più..affollata!
Piano di lavoro quasi completamente occupato, pensili sovraccarichi e la dispensa non era da meno.
Ma non c’era nulla che il metodo RiordinAri non potesse risolvere!

Il primo passo è stato svuotare tutti i pensili.
L. era un po’ nervosa all’inizio, ma presto si è resa conto che vedere tutto fuori le dava una nuova prospettiva.
Mentre lavoravamo, sotto gli occhi curiosi di cane, gatti e figli, sono arrivati i primi immancabili “Ecco dov’era finito!”.

Il secondo passo è stato decidere cosa tenere e cosa eliminare.
È stato qui che il vero lavoro è iniziato.
Con pazienza, abbiamo esaminato ogni oggetto ed è stato sorprendente vedere quanto fosse liberatorio per lei lasciar andare cose che non usava più o che addirittura non aveva mai usato.

Poi è arrivato il momento della dispensa: una vera giungla di pacchetti aperti, scatole misteriose e barattoli di ogni tipo.
Non ci è voluto molto per capire che c’era molto cibo scaduto, nascosto nel cassettone e nel pensile ad angolo.
“Non avevo idea di avere così tanti vasetti di miele!”
Controllate le date di scadenza ed eliminato ciò che non era più buono, abbiamo poi organizzato il resto in modo che fosse visibile e facilmente accessibile.

Dopo aver deciso cosa tenere, siamo passati alla parte più divertente: scegliere un posto per ogni cosa.
La filosofia del metodo RiordinAri è semplice: ogni oggetto deve avere il suo posto, in modo che sia facile da trovare e riporre.
Abbiamo creato zone specifiche per ogni categoria: teglie e pirofile da forno, ciotole e zuppiere, pasta e riso, merende e colazione, condimenti, cibo in scatola e così via.
I contenitori e i divisori che erano già in cucina sono serviti per riorganizzare gli spazi al meglio, in modo che tutti possano vedere chiaramente cosa c’è e cosa manca.

Il risultato finale? Una cucina trasformata!
“È incredibile quante cose avevo e quanto spazio ho ora!” ha detto, guardandosi intorno con un sorriso soddisfatto.

E’ stato un viaggio di scoperta e liberazione. L. ha imparato a lasciar andare ciò che non serve e a valorizzare ciò che è utile.
E così, tra risate, scoperte sorprendenti e un po’ di polvere, abbiamo trasformato un caos culinario in un’oasi di ordine e serenità.
Tante cose utili sono state donate consapevolmente alle realtà di Rimini che aiutano persone in difficoltà e questo gesto è un valore aggiunto all’ottimo lavoro che L. ha fatto su di sè.
Perché, alla fine, riordinare non è solo mettere in ordine le cose, ma trovare un nuovo equilibrio nella propria vita quotidiana.
E la cucina di L., ora, è la prova che con un po’ di impegno e il metodo giusto, tutto è possibile!

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