Spazio libera tutti

Spazio libera tutti

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M. mi ha contattata perché la camera di sua figlia era diventata invivibile… e più che una stanza, sembrava un campo di battaglia! Vestiti ovunque, scrivania sommersa, letto impraticabile, sedie occupate da pile di roba e il pavimento scomparso sotto strati di cose abbandonate.

Non era solo una questione di “cose in giro”. Un arredamento poco funzionale, con armadi troppo alti e spazi difficili da gestire, non era di aiuto. E quando le cose non hanno un posto facile in cui tornare, finiscono ovunque.

Io e la giovane M., determinata a riprendere possesso della sua camera, siamo partite con un decluttering profondo, valorizzando i suoi gusti e allontanando tutto quello che non le apparteneva o che semplicemente era finito lì, per caso o per abitudine.

Ha iniziato a lasciare andare con naturalezza. Ha saputo dire no, non mi serve, non mi rappresenta. Posso donarlo! È stato un gesto potente. Un passo di crescita vero, in un momento in cui ogni scelta conta.

E va detto: la mamma è stata straordinaria. Presente ma discreta. Le ha dato spazio, fiducia, autonomia. Non si è mai intromessa. Ha lasciato che fosse sua figlia a decidere. E questo ha fatto davvero la differenza.

Dopo aver selezionato cosa tenere e riportato in bagno una decina di deodoranti spray saltati fuori da ogni angolo della camera, abbiamo riorganizzato tutto in modo pratico e sostenibile: cassetti bassi, ripiani facilmente raggiungibili, zone pensate per facilitare il suo modo di vivere.

Le ho proposto di non puntare sulla perfezione del piegato ma sull’accessibilità: un posto per ogni cosa e ogni cosa facilmente rimettibile al suo posto.

A farci compagnia, il suo gatto curioso, spettatore silenzioso della trasformazione e quando il letto superiore del castello é diventato un divanetto relax, lui si è arrampicato sopra e si è mimetizzato tra i peluche. Come a dire “Anch’io ho trovato il mio posto!”

Alla fine del lavoro abbiamo fatto un respiro profondo, sentito l’aria che finalmente circolava e la luce entrare nella stanza senza ostacoli. Il suo spazio é tornato vivo, pulito, luminoso. M. ha ripreso in mano l’aspirapolvere e ha voluto terminare lei, passando gli ultimi angoli come gesto di cura verso una stanza che ora la rappresenta. Che finalmente la accoglie.

Ha ricominciato a dormire nel suo letto, a vivere il suo spazio con serentità e soprattutto, ha imparato che può scegliere. Cosa tenere, cosa lasciare andare, dove collocare ogni cosa perché non diventi più disordine.

Quella stanza ora racconta di lei e del suo coraggio nell’essersi fatta spazio.

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